«Ringrazio le nostre Caritas diocesane di Capua e di Caserta, quelle parrocchiali, e le tante associazioni i cui volontari donano il loro tempo e la loro energia per alleviare la sofferenza dei molti poveri presenti in mezzo a noi. Immaginiamo per un attimo se queste organizzazioni non ci fossero e le persone che in esse si impegnano rimanessero comodamente a casa: chi aiuterebbe i nostri fratelli e sorelle poveri?
Invito le istituzioni a studiare e attuare forme di sostegno economico e concreto di assistenza alle persone che vivono in povertà. Lo richiede non solo il nostro essere cristiani ma la stessa Carta costituzionale in cui come comunità nazionale ci riconosciamo: in essa si garantisce il diritto al mantenimento e all’assistenza delle persone “sprovviste dei mezzi necessari per vivere”. Lo domanda anche lo Statuto della Città di Caserta che invita i cittadini che compongono la comunità casertana a ispirare la propria azione ai valori ed ai principi di libertà, giustizia, pace e solidarietà.
Ci sono zone delle nostre due diocesi, come il litorale domitio, dove sono manifesti gravi fenomeni di emarginazione sociale, illegalità e criminalità e un diffuso degrado urbano, e dove sono ancora tanti gli immigrati, privi di permesso di soggiorno, che sono sfruttati in forme di caporalato. L’Arcidiocesi di Capua ha voluto destinare alla cura di quel territorio un gruppo di sacerdoti e religiosi dediti all’annuncio del Vangelo e alla promozione umana: in particolare, all’integrazione tra italiani e stranieri».
TeDeum #Caritas
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