Il Disagio Giovanile

«La cronaca ci racconta di giovani che non trovano lavoro, che soffrono la depressione, demotivati, stanchi della vita, che hanno smesso di sognare un mondo nuovo. Tanti di loro, presi dalla realtà virtuale, si sentono come «rinchiusi in una prigione buia, incapaci di vedere i raggi del sole» (Francesco, Messaggio per la 38a Giornata Mondiale della Gioventù) oppure persi dentro un labirinto dove è difficile trovare la via d’uscita. Papa Leone parlando al Giubileo del mondo educativo ha detto: «Oggi, nei nostri contesti educativi, preoccupa veder crescere i sintomi di una fragilità interiore diffusa, a tutte le età. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi silenziosi appelli di aiuto, anzi dobbiamo sforzarci di individuarne le ragioni profonde». E ha aggiunto: «L’intelligenza artificiale, in particolare, con la sua conoscenza tecnica, fredda e standardizzata, può isolare ulteriormente studenti già isolati, dando loro l’illusione di non aver bisogno degli altri o, peggio ancora, la sensazione di non esserne degni. Il ruolo degli educatori, invece, è un impegno umano, e la gioia stessa del processo educativo è tutta umana, una “fiamma che fonde insieme le anime e di molte ne fa una sola” (S. Agostino, Confessiones, IV, 8,13)». C’è bisogno di un’alleanza educativa. A questo scopo, accanto all’opera che, come Chiesa, proviamo a fare in favore delle famiglie, cresce anche il nostro impegno per promuovere la collaborazione con il mondo della scuola e dell’università».

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