Pasqua 2026

๐€๐ซ๐œ๐ข๐๐ข๐จ๐œ๐ž๐ฌ๐ข ๐๐ข ๐‚๐š๐ฉ๐ฎ๐š
๐ƒ๐ข๐จ๐œ๐ž๐ฌ๐ข ๐๐ข ๐‚๐š๐ฌ๐ž๐ซ๐ญ๐š

๐Œ๐„๐’๐’๐€๐†๐†๐ˆ๐Ž ๐ƒ๐„๐‹ ๐•๐„๐’๐‚๐Ž๐•๐Ž ๐๐ˆ๐„๐“๐‘๐Ž
๐๐„๐‘ ๐‹๐€ ๐๐€๐’๐๐”๐€ ๐ƒ๐„๐‹ ๐’๐ˆ๐†๐๐Ž๐‘๐„ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ”

๐ˆ๐ฅ ๐’๐ข๐ ๐ง๐จ๐ซ๐ž ๐ฏ๐ข ๐๐ข๐š ๐๐š๐œ๐ž!

Viene Pasqua; unโ€™altra Pasqua con la guerra, anzi con le guerre: altre guerre che si aggiungono alle tante, troppe, che si combattono sul pianeta, con la loro spirale di morte e di distruzione, di odii e di rancori, di vendette e sete insensata di conquiste e di potere. Perchรฉ la guerra? Ci sarร  un tempo in cui cesseranno le armi? โ€œ๐‘„๐‘ข๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘›๐‘œ๐‘›๐‘– ๐‘‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘›๐‘œ ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘Ÿ / ๐‘’ ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘œ ๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘’ ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Žฬ€? / ๐‘„๐‘ข๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘๐‘–๐‘š๐‘๐‘– ๐‘–๐‘›๐‘›๐‘œ๐‘๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘›๐‘œ ๐‘š๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ÿ / ๐‘’ ๐‘ ๐‘’๐‘›๐‘ง๐‘Ž ๐‘ ๐‘Ž๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘›๐‘’ ๐‘–๐‘™ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘โ„Ž๐‘’ฬ? / ๐‘„๐‘ข๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘”๐‘–๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘›๐‘’ ๐‘ ๐‘Ž๐‘›๐‘”๐‘ข๐‘’ ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ ๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Žฬ€ / ๐‘“๐‘–๐‘›๐‘โ„Ž๐‘’ฬ ๐‘ข๐‘›โ€™๐‘Ž๐‘™๐‘๐‘Ž ๐‘›๐‘ข๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Žฬ€? / ๐‘…๐‘–๐‘ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘โ€™๐‘’ฬ€ ๐‘œ ๐‘“๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ ๐‘’ ๐‘โ„Ž๐‘– ๐‘™๐‘œ ๐‘ ๐‘Ž, / ๐‘๐‘Ž๐‘‘๐‘ข๐‘ก๐‘Ž ๐‘›๐‘’๐‘™ ๐‘ฃ๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Žฬ€โ€: cosรฌ cantavamo nel secolo scorso – con i versi della celebre “๐˜ฝ๐™ก๐™ค๐™ฌ๐™ž๐™ฃ’ ๐™ž๐™ฃ ๐™ฉ๐™๐™š ๐™’๐™ž๐™ฃ๐™™” di Bob Dylan, rivisitata da Mogol – mentre lโ€™umanitร , a pochi anni di distanza dal secondo conflitto mondiale, assisteva inerme a un’altra tragedia, quella della guerra in Vietnam. Ci potrร  essere la pace? รˆ possibile un mondo senza guerre? La pace รจ unโ€™utopia? โ€œIn veritร  – ci dice il Concilio – gli squilibri di cui soffre il mondo contemporaneo si collegano con quel piรน profondo squilibrio che รจ radicato nel cuore dell’uomo. รˆ proprio all’interno dell’uomo che molti elementi si combattono a vicendaโ€. Egli, โ€œdebole e peccatore, non di rado fa quello che non vorrebbe e non fa quello che vorrebbe. Per cui soffre in sรฉ stesso una divisione, dalla quale provengono anche tante e cosรฌ gravi discordie nella societร โ€ (๐บ๐‘Ž๐‘ข๐‘‘๐‘–๐‘ข๐‘š ๐‘’๐‘ก ๐‘ ๐‘๐‘’๐‘ , 10). Chi, allora, ci darร  la pace? โ€œCristo รจ la nostra paceโ€! – annuncia lโ€™Apostolo Paolo – Egli รจ colui che con il suo Sangue โ€œdi due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioรจ l’inimicizia, per mezzo della sua carneโ€; Egli รจ venuto โ€œper creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimiciziaโ€ (๐ธ๐‘“ 2,14.16). Sรฌ, Cristo รจ colui che รจ venuto a fare nuovo il cuore dellโ€™uomo. Per questo รจ venuto in mezzo a noi; e per questo ha donato la sua Vita. Perciรฒ, la sera prima di morire, ai suoi dice: โ€œVi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dร  il mondo, io la do a voiโ€ (๐บ๐‘ฃ 14,27). E per questo, la sera di Pasqua e otto giorni dopo, apparendo ai discepoli, li saluterร  dicendo: โ€œPace a voiโ€ (๐ฟ๐‘ 24,36; ๐บ๐‘ฃ 20,19.21.26). Sรฌ, la pace รจ dono del Risorto! รˆ Cristo che ci dร  la pace vera! Perciรฒ Papa Leone, la sera della sua elezione a Sommo Pontefice, salutava Roma e il mondo con queste parole: โ€œLa pace sia con voi! Questa รจ la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamenteโ€. Aveva detto Papa Francesco qualche anno prima: โ€œLa pace che Gesรน ci dร  non รจ la pace che segue le strategie del mondo, che crede di ottenerla attraverso la forza, con le conquiste e con varie forme di imposizione. Questa pace, in realtร , รจ solo un intervallo tra le guerre; la pace del Signore segue la via della mitezza e della croce: รจ farsi carico degli altri. Cristo, infatti, ha preso su di sรฉ il nostro male, il nostro peccato e la nostra morte. Ha preso su di sรฉ tutto questo. Cosรฌ ci ha liberati. Lui ha pagato per noi. La sua pace non รจ frutto di qualche compromesso, ma nasce dal dono di sรฉโ€. Sรฌ, la pace รจ possibile. La pace non รจ unโ€™utopia! Lโ€™uomo รจ fatto per la pace e non per la guerra. La fraternitร  รจ la sua vocazione. Cโ€™รจ bisogno perรฒ che lโ€™uomo riscopra Cristo, che lo accolga e che si lasci raggiungere da Lui. Lโ€™aveva capito bene Francesco dโ€™Assisi: aveva scoperto che solo quando incontra Cristo lโ€™uomo trova pace, perchรฉ รจ Cristo la nostra pace, e non altri. In Lui, lโ€™uomo sperimenta la riconciliazione con Dio e scopre di essere amato. Lร , pacificato, con sรฉ stesso, con gli altri, con il creato, diventa uomo di lode e di benedizione, e si scopre capace di misericordia, di perdono, di amore e di pace. Per questo Francesco, esattamente otto secoli fa, nel Testamento che, morente, volle consegnare ai suoi frati e a tutti noi, scrisse: โ€œIl Signore mi rivelรฒ che dicessimo questo saluto: il Signore ti dia pace!โ€ (FF 121). Sรฌ, il Signore ti dia pace! Non รจ solo un saluto; non รจ solo un augurio! รˆ molto di piรน, รจ un annuncio. รˆ il Signore che dร  la pace! Accogliere Cristo significa trovarla; e sentire il desiderio di portarla e donarla. Il Signore vi dia la Pace! Santa Pasqua di Risurrezione!

  • Pietro Lagnese
    ๐ด๐‘Ÿ๐‘๐‘–๐‘ฃ๐‘’๐‘ ๐‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘œ